• Una scuola per sentirsi sicuri

    Angela Cavallini insegna nella scuola primaria di San Felice sul Panaro. Con i suoi alunni, all’inizio dell’anno, ha ricominciato in una scuola costruita con tutti i criteri antisismici. Ecco la sua ricetta per sentirsi più sicuri.

     

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  • È solo una fiaba? Invece è realtà.

    Gli alunni e le alunne della classe seconda D della scuola primaria L.A. Muratori di San Felice sul Panaro, con l’insegnante Angela Cavallini, il terremoto l’hanno rielaborato così.

    Una mattina ci siamo svegliati e… tutto è cambiato!?!
    All’improvviso… un tremore, un boato, uno scossone, due, tre. Voci lontane… Voci vicine…

    Aiuto! Cosa sta succedendo! Il terremoto! Dove sei? Non ci vedo! Mamma, papà dove siete? Svegliati! C’è il terremoto! Mettiti sotto all’architrave! Mettiti sotto all’arco del soggiorno! Ho paura! Un’altra scossa! Svelti usciamo! Aspetta ancora! E’ tutto a terra! Attento ai vetri, ti puoi tagliare! L’armadio è caduto! Sono sotto al letto! Il mio letto si è spostato! Sono caduto dal letto! Vieni fuori! Presto scendiamo! Attento agli scalini! Metti un cuscino sulla testa! Attento ai calcinacci! Attento ai comignoli! Ci siamo tutti? Dov’è il cane? È scappato. Guarda, la casa trema! Senti quante scosse? Ho freddo! Ho paura! E i nonni? Il telefono non prende! Non ho preso la chiave dell’auto! Non ci vedo, ho lasciato in casa gli occhiali! Le mie medicine! Corri a vedere se la nonna sta bene! Che disastro! È crollata la rocca! È crollata la chiesa! Il centro è coperto da un gran polverone!

    Elisabetta: è cambiato il nostro paese.

    Vlad: sono cambiate tutte le case.

    Veronica: la rocca è crollata, solo una torre è rimasta su.

    Ludovica: tutta la gente è cambiata.

    Samuele: le nostre case non sono come prima.

    Daniele: le scuole sono cambiate.

    Nicola: il colore delle auto è cambiato.

    Kabir: è cambiato tutto.

    Luca: si scuoteva la terra.

    Gabriele: ci sono state tante scosse.

    Samuele: siamo usciti dalle case.

    Laura: tutti urlavano.

    Eleonora: una persona si è buttata dal balcone.

    Alex: alcune persone sono scappate via.

    Sofia: è scoppiato l’acquario di mia zia.

    Sophia: è andata via la luce.

    Giuseppe: ho sentito tremare il letto.

    Kabir: si sono rotti i piatti e i bicchieri.

    Yassin: c’erano le crepe sulle scale.

    Ludovica: cadevano i quadri.

    Giuseppe: cadevano i libri.

    Laura: abbiamo avuto paura.

    Veronica: Le televisioni si sono rotte.

    Vlad: i mobili della cucina sono caduti.

    Sofia: si è rotto l’armadio.

    Luca: alcune persone hanno cercato un’altra casa.

    Gabriela: i mobili ci cadevano addosso.

    Luz: i vasi dei fiori si sono rotti.

    Gabriele: solo alcuni hanno fatto in tempo a vestirsi.

    Vlad: altri erano in mutande.

    Eleonora: alcuni vicini sono venuti a dormire in macchina con noi.

    Luca: le persone sono tornate in casa per prendere il necessario.

    Giuseppe: la sera prima si era sentita una scossa.

    Eleonora: io avevo sentito una scossa prima e dormivo giù.

    La nostra mente va indietro nel tempo. Avevamo una bella rocca, con un parco dove i bambini si divertivano a giocare. Avevamo la chiesa, una bella scuola, il teatro, tanti negozi nel centro.

    Poi le persone hanno comprato le tende, le roulotte, i camper, i container, le casette di legno. Alcuni sono scappati al mare, in montagna, altri hanno cambiato casa e sono andati in città a Ferrara, a Milano, a Bologna. Altri ancora sono tornati in Marocco, in Polonia.

    Il mio papà è andato ad aiutare nel campo della Protezione Civile della Toscana.

    Abbiamo dormito in auto con un vetro rotto. I miei vicini sono andati in Francia perchè avevano paura. Alcuni animali sono morti, altri sono scappati. Io sono andata via con i miei animali.

    I nonni volevano rimanere nelle loro case. Ci siamo accorti che alcune case sono crollate. Una casa si è spaccata a metà. Il capannone di mio zio è crollato. Nelle scuole ci sono venute molte crepe.

    Dopo alcuni mesi siamo tornati a scuola e ci siamo ritrovati. Kabir è tornato in marzo perchè era andato in un albergo a Ferrara.

    Ora siamo in una scuola nuova, antisismica, con delle aule piccole ma sicure, abbiamo le lavagne multimediali in tutte le classi e sta crescendo un bel prato intorno alla scuola.

    Stiamo bene.

    Abbiamo conosciuto nuovi amici che ci scrivono le letterine da scuole lontane e di altre regioni.

    Tra poco ci costruiranno una palestra, una mensa, delle aule nuove e grandi, e… finalmente andremo in gita al Parco Esploraria!